Ansia da prestazione: Come superarla

Ciao e benvenuto nel nostro blog! Se sei giunto in questo articolo perchè non riesci a sconfiggere l’ansia, a reagire correttamente agli stati ansiosi, a gestire l’ansia in situazioni che si presentano nella vita quotidiana sei nel posto giusto.  In questo articolo il Dottor Spennato, ti parlerà di come superare l’ansia da prestazione, ma prima di ciò il Dottore, ti illustrerà a 360 gradi le varie sfaccettature che caratterizzano l’ansia. Imparerai che l’ansia non è sempre negativa, capiremo le differenze tra ansia funzionale ed ansia patologica e quali sono le correlazioni tra ansia e paura. Stai per leggere un articolo che di certo ti darà più forza per combattere l’ansia e nel quale troverai diverse ed efficaci tecniche mentali per curare l’ansia da prestazione.

 

Rimedi per superare e sconfiggere l’ansia da prestazione

 

Comunemente quando si parla dell’ansia, si tende a categorizzarla e definirla soltanto dal punto di vista negativo e psicopatologico, senza però applicare un’osservazione globale del suo funzionamento, che può essere d’importanza vitale, tra cui funzioni e attività mirate alla sopravvivenza della specie. Se da un lato l’ansia può essere dannosa e causare un forte declino del benessere psicofisico nella persona colpita influenzando notevolmente la sua vita personale, professionale e relazionare, d’altro canto l’ansia è uno “strumento” che può avere numerose funzioni positive. Possiamo definire l’ansia come una reazione psicofisica di fronte a qualcosa che percepiamo e interpretiamo come pericolosa, innescando emozioni e reazioni come tensione, sudorazione, aumento della frequenza cardiaca e altri cambiamenti psicofisici. In parole semplici l’ansia è un campanello di allarme che si attiva quando l’individuo interpreta uno stimolo, un gesto, un evento o una situazione come pericolosa. E’ importante sottolineare il ruolo centrale dell’elaborazione e dell’interpretazione cognitiva soggettiva in quanto soggetti diversi, con caratteristiche e abilità differenti, di fronte allo stesso stimolo, possono avere reazioni ansiogene estremamente differenti, proprio perché percepiscono lo stimolo in modo differente. Bisognerebbe anche fare una netta distinzione tra ansia e paura ma in quest’articolo ci soffermeremo sui diversi aspetti dell’ansia.

L’ansia funzionale

Esiste un’ansia funzionale e un’ansia patologica, l’ansia funzionale si trasforma in coraggio e ci permette di far fronte con tutte le abilità cognitive e fisiche al pericolo che siamo chiamati ad affrontare, ci permettere di scappare o attaccare di fronte a un aggressore, con un’unica finalità sopravvivere. L’ansia quindi è un campanello di allarme che ci può salvare la vita, aiuta uno studente a preparare al meglio l’esame universitario, uno sportivo ad allenarsi quotidianamente per far fronte nel miglior dei modi alla gara, a un innamorato a scegliere con cura le parole da pronunciare alla propria donna per chiedergli di contrarre matrimonio. L’ansia quindi può avere numerose sfaccettature positive, è uno strumento che l’essere umano ha nel suo bagaglio complesso e multifattoriale.

L’ansia patologica e disfunzionale

L’ansia però, può avere un aspetto dannoso, può colpirci e renderci perennemente al guinzaglio della paura, paralizzandoci e giorno dopo giorno, distruggerci. In questo caso parliamo di quell’ansia patologica, che costringe la persona a rinunciare alla vita sociale, ad avere degli scarsi risultati lavorativi e relazionali, proprio perché quando l’ansia è patologica ed è radicata nella persona, colpisce tutti gli aspetti della stessa. L’ansia patologica non è sempre il risultato di un trauma o di un evento che l’ha scatenata, ma può essere la somma dei comportamenti che la persona inconsapevolmente mette in atto proprio per cercare di controllarla. In altre parole, spesso chi soffre di disturbi d’ansia nelle sue diverse specificità e importanza clinica (disturbo d’ansia generalizzata, ansia con agorafobia, ipocondria, disturbo ossessivo-compulsivo, ecc.) è un soggetto che giorno dopo giorno ha nutrito l’ansia attraverso comportamenti e strategie disfunzionali, finalizzate a controllarla ma ottenendo, appunto, un risultato opposto. Nella psicoterapia con approccio strategico queste strategie vengono definite tentate soluzioni, che ribadiamo, nutrono il disturbo d’ansia, anche se la finalità per le quali vengono messe in atto dalla persona è di sconfiggere il disturbo d’ansia.

L’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione è una reazione disfunzionale causata da un’eccessiva paura per l’insuccesso nei confronti del compito o della performance che siamo chiamati a svolgere. L’ansia da prestazione può essere estesa a tutte le situazioni che la persona può essere chiamata a svolgere, può manifestarsi nel contesto universitario, dove lo studente paralizzato dalla paura e dell’ansia non riesce a esprimere ciò che in realtà ha studiato, può manifestarsi come difficoltà legata alla sessualità, in cui non si riesce ad avere o a mantenere l’erezione, può manifestarsi in ogni contesto di vita. Una caratteristica centrale dell’ansia da prestazione è l’eccessiva paura per un eventuale insuccesso e l’importanza correlata a fare “bella figura”. Da un lato quindi, la persona ci tiene particolarmente a svolgere un’ottima performance (lavorativa, sessuale), dall’altro ha paura che questo non avvenga. In parole semplici, durante l’ansia da prestazione l’individuo ha paura della prestazione stessa, ha un pensiero orientato verso l’insuccesso, cerca di controllare eccessivamente le sue reazioni psicofisiche, si chiede cosa pensa l’altro (la ragazza, il professore universitario, ecc.), si domanda se sta agendo in modo corretto. Questi pensieri sommati ad altri, realizzano, quella che viene definita “la profezia che si auto avvera” minimizzando l’autostima e i comportamenti correlati causando il fallimento.

Come superare l’ansia da prestazione

Se state vivendo un periodo di forte stress psicologico causato dalla vostra ansia da prestazione, che può essere relativa alla sessualità, a un esame universitario o ad altri contesti, dovete partire dall’idea che l’ansia da prestazione può essere sconfitta e diventare solo una prestazione efficace. Si tratta quindi di eliminare la tanto odiata ansia, che influenza negativamente la vostra prestazione. Personalmente mi occupo nello specifico di ansia da prestazione sessuale e impotenza sessuale psicologica, aiutando chi vive la sessualità non come un’esperienza di piacere e di amore, ma come momento di paura. In quest’articolo, ci siamo soffermati sull’ansia da prestazione in termini generali, ma i processi cognitivi che sono alla base dell’ansia sono generalmente uguali per ogni ansia da prestazione nelle sue diversità.

Vediamo quali possono essere i consigli per attenuare l’ansia da prestazione:

  • Inizia ad affrontare a piccoli passi la situazione che ti causa ansia e paura. Se ad esempio hai paura delle altezze, individua il tuo limite e cerca nel tempo di superarlo prendendo consapevolezza
  • Individua le strategie che hai messo in atto ma che non ti hanno aiutato nella relazione con l’ansia. Non puoi aspettarti che la prestazione o l’ansia vada via se continui a mettere in atto le stesse psico-soluzioni, cambiale.
  • Evita di chiedere rassicurazioni e a delegare la soluzione, trovala tu e mettila in atto. Ogni qualvolta qualcuno ti aiuta, dall’altro lato ti toglie la possibilità d’imparare. Agisci in prima persona.
  • Inizia a cambiare i pensieri negativi, in pensieri più ottimali. Se hai sempre pensato di non farcela, inizia a pensare che puoi farcela, se non oggi, domani certamente sì. Sii forte.
  • Quando sei in ansia, accogli la tua ansia, non controllarla e usa la respirazione per diminuire i battiti cardiaci. Io consiglio e insegno in particolare la respirazione tattica, semplice ed efficace.
  • Se hai fallito più volte nella tua prestazione, non abbatterti, i numerosi fallimenti potranno indicarti la soluzione di successo. Si perseverante.
  • Se hai pensato di assumere farmaci per superare l’ansia, non farlo, controlleranno il sintomo ma non risolveranno il problema. I farmaci sono necessari solo se parliamo di un disturbo d’ansia invalidante, in caso contrario per un problema psicologico serve un rimedio psicologico.

In quest’articolo abbiamo affrontato l’ansia e i suoi diversi aspetti, positivi e negativi, abbiamo accennato e sottolineato quali sono i comportamenti da evitare per impedire che l’ansia diventi sempre più intensa. Anche se in modo riduttivo, poiché l’ansia è un tema complesso e multiforme, abbiamo cercato di far arrivare al lettore la speranza e di motivarlo a combattere con metodo e fiducia il suo problema. Sarebbe errato se qualcuno interpretasse i nostri consigli come soluzioni miracolose, perché ogni persona ha le sue motivazioni e ragioni attraverso le quali l’ansia si è sviluppata. La generalizzazione è spesso pericolosa e anti-terapeutica. Solo attraverso una consulenza psicologica individualizzata è possibile aiutare la persona a scoprire le ragioni della sua ansia e individuare le soluzioni più efficaci per superarla. Affidati sempre a un esperto.

A cura del Dott. Giorgio Spennato

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