Fratture che accadono a calcetto come comportarsi

Spesso capita di farsi male a calcetto, uno sport deleterio per i muscoli, legamenti ed ossa. In una caduta possiamo sentire un “crack”seguito da un forte dolore. Potrebbe trattarsi di frattura delle spine tibiali che viene diagnosticata con lastra al pronto soccorso. Non essendo interessati altri tessuti legamentosi e/o tendinei, e trattandosi di una frattura composta, non è necessario alcun tipo di intervento chirurgico, e la lesione ossea viene immobilizzata per venti giorni.




Cenni di Anatomia

Cosa è la tibia e cosa sono le spine tibiali?

La tibia, insieme al perone forma lo scheletro della gamba. Quest’ osso è fondamentale per l’arto inferiore in quanto partecipa all’articolazione del ginocchio e della caviglia, poiché si articola sia con il femore che con l’astragalo.
L’epifisi prossimale, cioè l’estremità della tibia che si articola con il ginocchio, è costituita da:
  • due condili tibiali, uno laterale e uno mediale, che si articolano con i due condili femorali;
  • un’eminenza intercondiloidea, sviluppata in senso antero-posteriore, che separa i due condili e che presenta due protuberanze, una anteriore e una posteriore, chiamate spine tibiali.

La frattura delle spine tibiali

È un tipo di frattura molto rara, che avviene frequentemente in associazione alla lesione dei legamenti crociati. Si interviene con un gesso femoro-podalico, in modo da non muovere l’articolazione e da consentire la calcificazione della lesione. Dopo di che si fa indossare il tutore per circa due/tre settimane, al termine delle quali, in accordo con l’ortopedico, si può iniziare la riabilitazione.

Il percorso fisioterapico

Quando ci si reca ad un Centro di Fisioterapia bisogna indossare il tutore. Viene valutato lo stato del ginocchio, che si può presentare molto rigido soprattutto in flessione e nelle rotazioni (normale conseguenza dei tanti giorni di immobilizzazione).
Il percorso riabilitativo è in funzione di questi obbiettivi:
  • entro la prima settimana: recupero dei 90° di flessione;
  • entro la seconda settimana: recupero dei 130° di flessione, dei 30° di rotazione interna e dei 40° di rotazione esterna. Miglioramento della funzionalità dell’arto e miglioramento della deambulazione.
  • Entro la terza settimana: completo recupero dell’arco di movimento, della massa muscolare e della propriocettività.
Per recuperare il range articolare si usano:
  • delle tecniche manuali di trazione, per distendere la capsula articolare, e delle tecniche di mobilizzazione tibio-femorale per migliorare la biomeccanica articolare del ginocchio.
  • Esercizi: da eseguire sia nel corso della seduta che a casa. Nella prima settimana gli esercizi sono volti a migliorare principalmente la mobilità dell’articolazione, mentre nelle settimane successive si integrano con esercizi di rinforzo e di propriocezione, avvalendosi della pedana vibrante e del Sistema Posturale Propriocettivo DELOS.
  • Mezzi fisici: nella prima settimana si usa la tecarterapia (http://www.medben.it/tecarterapia-roma/ ) la laserterapia e l’interix . Nelle settimane successivo si usufruisce anche dell’ipertermia per dare un maggiore stimolo alla riparazione biologica dei tessuti.
Al termine del ciclo fisioterapico, chi si è fatto male ha recuperato in pieno la mobilità e la stabilità del ginocchio, e siamo felici che possa riprendere a giocare a calcetto proprio come prima!



Autore: Carmen Vip

Esperta conoscitrice del benessere psico fisico dell' essere umano. Ama scrivere articoli sul benessere a 360°, salute, nutrizione, bellezza, per dare consigli gratuiti agli utenti del web