L’apparato circolatorio

L’apparato circolatorio, costituito da un sistema di canali comunicanti nei quali scorre il sangue (vasi sanguigni) o la linfa (vasi linfatici), presenta come centro motore il cuore, organo muscolare cavo situato nei torace e paragonato per la sua funzione ad una pompa aspirante e premente per tutta la circolazione sanguigna.

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Circolazione sanguigna

Nell’ apparato circolatorio, come si é detto, dobbiamo distinguere un centro motore, il cuore, dei vasi che da esso si dipartono, le arterie, dei vasi che ad esso giungono, le vene, ed una estesa rete di vasi capillari, i quali sono situati in tutti i tessuti e sono interposti fra le arterie e le vene; i capillari propriamente detti, infatti, non sono né arterie né vene, ma rappresentano la continuazione degli ultimi rami delle arterie ed a loro volta costituiscono l’origine dei rami venosi.

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Il cuore

Il cuore rappresenta il centro di tutta la circolazione sanguigna ed è destinato, mediante la
sua contrazione ritmica, ad assicurare un movimento continuo alla massa sanguigna. Questo organo è posto nella parte mediana della cavità toracica e più precisamente nello spazio esistente fra i due polmoni, denominato mediastino; in basso è appoggiato sul muscolo diaframma, il quale lo separa dai visceri della cavità addominale sottostante; anteriormente corrisponde alla parete sterno-costale e posteriormente al tratto di colonna vertebrale compreso fra la IV e l’VIII vertebra toracica.
Il cuore, contenuto in un sacco fibroso detto pericardio che lo isola dagli organi circostanti
(polmoni, esofago, timo, aorta, ecc.) e nello stesso tempo lo fissa in basso al diaframma, presenta la forma di un cono appiattito dall’avanti all’indietro, a base superiore ed apice
inferiore.

A causa della obliquità del suo asse, il cuore risulta situato per un terzo del suo volume a destra della linea mediana e per due terzi a sinistra. Quella parte della parete anteriore del torace corrispondente al cuore prende il nome di regione precordiale o area cardiaca: essa nel vivente può essere delimitata con la percussione o, più sicuramente, col metodo radiologico.
Nella zona del torace corrispondente all’apice del cuore può essere rilevata, con l’ispezione o con la palpazione, una pulsazione sincrona con i battiti cardiaci e dovuta alla trasmissione
della contrazione cardiaca alla parete toracica. Tale pulsazione, che prende il nome di itto della punta, risulta localizzata all’apice cardiaco, poiché quest’ultima é la porzione del cuore più vicina alla parete toracica.

 

Caratteristiche anatomiche del cuore

anatomia del cuore

Il cuore, essendo principalmente costituito da tessuto muscolare, ha un colorito rossastro; peraltro sulla sua superficie esterna spiccano delle chiazze gialle, dovute ad accumuli di grasso. Il suo volume, variabile a seconda della età e del sesso, è stato paragonato a quello del pugno del soggetto cui appartiene; comunque nell’adulto presenta una lunghezza di circa
cm 10, una larghezza di cm 11 ed uno spessore di cm 5; la circonferenza della sua base raggiunge cm 26 circa.

ll peso del cuore, anch’esso variabile in rapporto al soggetto, e in genere maggiore nei maschi rispetto alle femmine: come limite massimo si può considerare g 350 nell’uomo e g 300 nella donna. Valori superiori denotano un ingrossamento patologico cli questo organo e cioè una ipertrofia cardiaca; oppure sono dovuti ad allenamento sportivo agonistico. La capacita totale del cuore corrisponde in media a circa cc 500.
Data la sua forma, nel cuore si possono distinguere una faccia anteriore, o sterno-costale, una faccia posteriore o diaframmatica, un margine destro, acuto, un margine sinistro, ottuso, una base ed una punta od apice.
Il cuore e diviso in due meta, destra e sinistra, ciascuna delle quali e formata da un atrio, di forma grosso modo cubica, che corrisponde alla base del cuore, e da un ventricolo di forma conoide che arriva fino alla punta; la cavità di ciascun atrio comunica con quella del rispettivo ventricolo mediante un orifizio atrio-ventricolare, ma non esistono comunicazioni fra le cavità destre, contenenti sangue venoso, e le cavità sinistre, contenenti sangue arterioso, poichè sia i due atri che i due ventricoli sono separati in maniera completa da una parete continua detta rispettivamente setto interatriale e setto interventricolare.
Esaminando esternamente il cuore, si osservano: un solco trasversale circolare, detto solco coronario o atrio-ventricolare, il quale segna il limite della porzione atriale da quella ventricolare sottostante, e due solchi longitudinali (interventricolari), anteriore e posteriore, i quali originano dal solco coronario e si dirigono verso la punta del cuore continuandosi l’uno
nell’altro, e separando perciò sulle due facce del cuore i due ventricoli. Anche gli atri sono divisi l’uno dall’altro, all’esterno, da un leggero solco, interatriale, visibile solo sulla faccia
posteriore.
Gli atri nel loro insieme formano una specie di cupola applicata sulla base dei ventricoli; la loro faccia anteriore e nascosta dalle due grosse arterie, tronco polmonare ed aorta, le
quali originano rispettivarnente dalla base del ventricolo destro e del ventricolo sinistro e portandosi in alto vengono accolte in una specie di doccia scavata nella faccia anteriore degli
atri. Ciascun atrio si prolunga lateralmente ed anteriormente in una specie di piccola appendice conica, detta auricola, la quale abbraccia la porzione iniziale dei grossi vasi arteriosi.
Nella faccia posteriore dell’atrio destro sboccano in alto la vena cava superiore ed in basso la vena cava inferiore ed il seno coronario; nella faccia posteriore dell’atrio sinistro sboccano le quattro vene polmonari. Sezionando il cuore, possiamo rilevare l’aspetto delle cavità che lo compongono: come si e detto, le cavità di destra sono completamente separate da quelle di sinistra dal setto interatriale ed interventricolare.
Gli atri hanno una parete assai sottile (circa mm 1-3 di spessore); il ventricolo sinistro ha una parete circa tre volte più spessa del ventricolo destro (mm 12-13 per il ventricolo sinistro, mm 4 per il ventricolo destro). La differenza di spessore della parete dei due ventricoli e dovuta al fatto che il ventricolo sinistro deve spingere con la sua contrazione il sangue in tutto il corpo, mentre il ventricolo destro si limita ad inviare il sangue ai polmoni, organi molto vicini al cuore stesso.

I due ventricoli presentano una parete in comune, il setto interventricolare, spessa circa mm 10-15, la quale ha una faccia destra convessa ed una faccia sinistra concava: per tale ragione in sezione trasversale la cavità ventricolare destra presenta una forma semilunare, mentre la cavità ventricolare sinistra assume una forma pressoché circolare.
La superficie interna dei ventricoli, contrariamnte alla superficie esterna che e liscia, e assai irregolare per la presenza di fasci muscolari (trabecole muscolari o colonne carnose del
cuore) che sporgono dalla parete stessa, intrecciandosi variamente. Delle trabecole muscolari alcune aderiscono per tutta la loro lunghezza alla parete del ventricolo (colonne carnose di terzo ordine), altre sono libere nel tratto intermedio e sono congiunte alla parete ventricolare esclusivamente con le loro due estremità (colonne carnose di secondo ordine), altre, infine, le più importanti (colonne carnose di primo ordine o muscoli papillari), si impiantano sulla parete ventricolare solo con una loro estremità, mentre con l’altra si continuano con dei sottili tendini, le corde tendinee, le quali vanno a prendere inserzione sulle valvole atrio-ventricolari. Fra le trabecole di secondo ordine, assai numerose in ambedue le cavità ventricolari, una, situata sulla parete settale del ventricolo destro, e assai sviluppata e prende il nome di trabecola setto-marginale o trabecola arcuata di
Leonardo da Vinci, che per primo la descrisse.
La base di ciascun ventricolo presenta due orifizi a contorno circolare, dei quali il posteriore, più grande, comunica col soprastante atrio ed e detto perciò orifizio od ostio atrioventricolare, e l’anteriore mette in comunicazione il ventricolo con il tronco arterioso che da esso origina (arteria polmonare per il ventricolo destro ed aorta per il sinistro), ed e detto perciò orifizio od ostio arterioso. Tutti questi orifizi sono provvisti di un apparato valvolare il quale permette il passaggio di sangue solo in un senso e regola perciò la direzione del flusso ematico.

L’orifizio atrio-ventricolare destro e fornito di una valvola detta tricuspide: essa è formata da tre lembi membranosi triangolari (cuspidi), i quali con la base si inseriscono sul contorno dell’orifizio stesso e con l’apice libero si spingono nella cavità ventricolare. I muscoli papillari rivestono una importanza estrema in quanto contraendosi, e perciò accorciandosi, contribuiscono a determinare l’apertura della valvola stessa e soprattutto con la loro presenza ne regolano anche la chiusura, impedendo che i lembi valvolari possano rovesciarsi verso la
cavità atriale.
L’orifizio atrio-ventricolare sinistro e provvisto di una valvola simile all’ostio di destra, con la sola differenza che i lembi valvolari sono in numero di due, anteriore e posteriore; per tale
ragione questa valvola, bicuspide, e stata paragonata alla mitra dei vescovi ed e detta perciò anche valvola mitrale. Sulla faccia esterna delle due cuspidi prendono inserzione le corde tendinee dei due muscoli papillari presenti nella cavità ventricolare sinistra.
Le valvole degli osti arteriosi, rispettivamente polmonare per il ventricolo destro ed aortico per il ventricolo sinistro, prendono il nome di valvole semilunari: esse sono costituite ciascuna da tre pieghe membranose (lembi) che nel complesso conferiscono alla valvola una forma a nido di rondine. Nell’ostio polmonare i tre lembi sono situati uno anteriormente e
due posteriormente, mentre nell’ostio aortico sono collocati due anteriormente ed uno posteriormente. Data la loro disposizione le valvole semilunari permettono il passaggio del
sangue dalla cavita ventricolare al rispettivo tronco arterioso, ma non viceversa.
La superficie interna dell’atrio sinistro e quasi liscia mentre quella dell’atrio destro presenta numerose creste muscolari sopraelevate ed in genere parallele le une alle altre, dette muscoli
pettinati. Nella faccia inferiore di ciascun atrio si osserva il rispettivo ostio atrio-ventricolare che, per la presenza dei suddetti lembi valvolari, visto dall’alto assume la forma di un imbuto. Nella faccia posteriore dell’atrio destro, in alto ed in vicinanza del setto interatriale, si nota un orifizio circolare di circa cm 2 di diametro, che rappresenta lo sbocco della vena
cava superiore, mentre più in basso si notano altri due orifizi ciascuno dei quali e fornito di un lembo valvolare incomplete: il più grande, di circa cm 3 di diametro, rappresenta lo sbocco della vena cava inferiore ed e provvisto della valvola di Eustachio, mentre il più piccolo del diametro di circa cm 1, rappresenta lo sbocco del seno coronario ed é fornito della
valvola di Tebesio. Nella faccia posteriore dell’atrio sinistro esiste lo sbocco delle quattro vene polmonari, prive di lembi valvolari.
La superficie esterna del cuore e rivestita da una sottile membrana sierosa, trasparente, detta epicardio; questo in alto si prolunga a rivestire la porzione iniziale dei grossi vasi che
giungono o partono dal cuore (peduncolo vascolare), indi a tale livello si riflette e, col nome di pericardio, ricopre la superficie interna del sacco fibroso pericardico. Fra epicardio e pericardio viene delimitata una sottile cavità pericardica, la quale circonda completamente il cuore ed essendo bagnata da un liquido leggermente vischioso facilita i movimenti del cuore
stesso. L’epicardio é costituito da uno strato di cellule di tipo epiteliale, molto appiattite ed applicate sulla tonaca propria; esso e inoltre congiunto al muscolo cardiaco mediante il connettivo sottoepicardico, nel quale decorrono all’inizio i rami delle arterie coronarie, sovente circondati da tessuto adiposo.

Le cavità interne del cuore sono tappezzate da una sottile membrana, l’endocardio, la quale appare liscia e biancastra, si modella perfettamente su tutte le anfrattuosità delle cavità cardiache e si continua con la tunica più interna dei grossi vasi del peduncolo vascolare. L’endocardio e costituito, dall’interno verso l’esterno, da un endotelio, dalla tonaca propriamente detta e dallo strato sottoendocardico; quest’ultimo, rappresentato da un tessuto connettivo lasso ricco di fibre elastiche, contiene numerosi vasi sanguigni e nervi e si continua con la muscolatura del cuore.
Gli apparati valvolari sono costituiti da pieghe dell’endocardio rinforzate, centralrnente, da una lamina fibrosa assai robusta; tutte le valvole sono prive di muscolatura e poverissime di vasi sanguigni, per cui si nutrono direttarnente dal sangue contenuto nelle cavité cardiache.
Fra epicardio ed endocardio si trova, a formare la parte principale della parete del cuore, uno strato di tessuto muscolare, il miocardio.

Faringe funzioni e anatomia

La Faringe è un canale a pareti muscolo-membranose situato immediatamente dietro le fosse nasali e la bocca. La faringe è un tratto dell’apparato digerente che in individui adulti misura circa 15 cm circa e si estende dalla
base cranica sino alla VI vertebra cervicale, continua nell’Esofago in questo suo decorso verticale dall’alto verso il basso si trova a immediato ridosso dei muscoli della regione prevertebrale del collo. La faringe ha la forma di una clava, con l’estremità rigonfia rivolta in alto.

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Apparato digerente: Composizione funzioni e patologie

Ciao e benvenuto nel blog di Benessere e Salute, se stai leggendo questo articolo è perchè probabilmente vuoi sapere cosa compone l’apparato digerente, qual è la sua struttura anatomica, quali organi lo compongono e quali funzioni ha nel corpo umano. Probabilmente hai bisogno di un riassunto dell’apparato digerente per fare una ricerca scolastica, e qui in questo articolo troverai lo schema giusto per imparare correttamente tutto sull’apparato digerente e le sue funzioni. Potrai leggere infatti:

  • Le funzioni dell’apparato digerente umano
  • Gli organi che lo compongono
  • Le caratteristiche anatomiche dell’apparato digerente
  • Patologie dell’apparato digerente umano

 

Funzioni dell’apparato digerente

L’insieme di organi che caratterizza l’apparato digerente è preposto all’assunzione di alimenti nell’organismo atti a consentirgli di nutrirsi e di svolgere le attività vitali. Le funzioni degli organi dell’apparato digerente sono 4:

  1. ingestione dei cibi
  2. digestione degli alimenti
  3. assorbimento delle sostanze nutrienti
  4. espulsione di sostanze in eccesso o inutili

Gli organi che compongono l’apparato digerente

L’apparato digerente percorre il corpo umano partendo dalla parte della sua estremità alta, dalla bocca (preposta ad ingerire gli alimenti) e termina con l’orifizio anale nella parte bassa dell’organismo. Tra bocca ed ano, una serie di organi cavi che consentono il passaggio e la digestione degli alimenti, e l’assorbimento dei nutrienti necessari oltre che l’espulsione di quelli in eccesso attraverso il processo di defecazione.

Il sistema digerente è composto dai seguenti organi:

  • Bocca
  • Faringe
  • Esofago
  • Stomaco
  • Intestino tenue (duodeno, digiuno ed ileo)
  • Intestino crasso (intestino cieco, colon e retto)
  • Ano

Visto in modo semplicistico può essere considerato un tubo che percorre il corpo umano per svolgere le funzioni prima descritte, ma l’apparato digerente è molto più complesso di quanto si pensa, e può portare a diverse patologie (anche gravi), se non viene curata la sua efficienza.

Per svolgere tali funzioni (ingerire, digerire, assorbile ed espellere), l‘apparato digerente è dotato di altri elementi o organi correlati, che corredano lo stesso rendendolo perfettamente funzionale a tali attività.

Tra gli organi che concorrono con l’apparato digerente a svolgere le proprie funzioni, troviamo il fegato la cistifellea ed il pancreas.

Oltre a tali organi, il sistema digerente per meglio svolgere le proprie funzioni, è composto anche dai seguenti elementi che non sono organi:

  • Denti
  • Lingua
  • Ghiandole salivari
  • Cardias e Piloro
  • Villi intestinali

 

Mangiare, Digerire, Assorbire, Espellere

Osserviamo più da vicino i 4 processi ai quali l’apparato digerente è preposto e vediamo quali sono le patologie che possono colpire l’organismo se tale apparato non è perfettamente funzionante.

Ingerire alimenti

L’organo preposto ad ingerire cibi per il nutrimento dell’organismo è la bocca. Gli alimenti qui, iniziano ad essere trattati per la prima volta subendo dei processi che li rendono meglio accessibili ai tratti dell’apparato digerente successivi. Il primo processo che subisce il cibo nella bocca è quello della masticazione, Con la masticazione, gli alimenti vengono frantumati dai denti e man mano che il processo avviene, il cibo viene reso più morbido.

Grazie a questa trasformazione, è agevolato il compito degli enzimi presenti nella saliva, che contestualmente alla masticazione viene secernita dalle gliandole salivari. Una volta che tutte le fasi del processo di masticazione vengono terminate, il cibo ha gia subito il processo di divisione dai carboidrati e si trasforma in una poltiglia (grazie al movimento di mandibola e lingua) che prende il nome di bolo.

Il bolo viene creato proprio per favorire la deglutizione degli alimenti in modo più agevole verso le altre parti dell’apparato digerente.

Esso inizia il suo viaggio passando per la faringe prima e nell’esofago successivamente. Va detto inoltre, che durante il passaggio del bolo attraverso la faringe, quest’ultima collegata anche con l’apparato respiratorio, il processo di respirazione viene interrotto e la laringe viene chiusa dall’epiglottide per evitare che il bolo passi dall’apparato digerente a quello respiratorio.

Processo digestivo

Come visto nel paragrafo precedente, il processo digestivo può considerarsi iniziato nella bocca grazie all’azione degli enzimi contenuti nella saliva che attaccano i carboidrati e trasformano il cibo in bolo. Il bolo deglutito passa attraverso l’esofago per continuare a subire il processo digestivo nello stomaco.

Il bolo alimentare che ha attraversato l’esofago, accede allo stomaco oltrepassando la valvola superiore dell’organo, conosciuta come Cardias. Giunti nello stomaco, gli alimenti ingeriti, subiscono un processo di digestione da parte di enzimi contenuti nei succhi gastrici secerniti appunto in questo tratto del sistema digerente. I succhi gastrici sono composti da sostanze che sono in grado di uccidere i batteri ed enzimi come la pepsina capace di dividere le proteine.

Le funzioni che lo stomaco ha nel processo digestivo consistono nel dissolvere e nel digerire i cibi, non ha la funzione di assorbimento che spetta ad organi posti successivamente nell’apparato digerente.

A volte però la funzione di assorbimento può iniziare nello stomaco per quelle sostanze dotate di composizione molecolare minuscola come acqua o vitamine, o anche l’alcol. Il passaggio diretto di tali sostanze dallo stomaco al sangue,  rende i loro effetti molto più rapidi.

Abbiamo letto in precedenza che il cibo deglutito, giunge allo stomaco sotto forma di bolo, quando invece inizia il suo viaggio dallo stomaco verso il primo tratto intestinale attraverso il piloro, quello che era bolo diventa chimo grazie all’azione acida dei succhi gastrici, e pronto per subire un ulteriore processo digestivo mirato all’assimilazione delle sostanze nutrienti.

 

Assorbimento sostanze nutrienti

Attraverso le pareti intestinali, l’organismo assorbe le sostanze nutritive presenti nel chimo costituito dagli alimenti ingeriti e che hanno subito già nella bocca e nello stomaco dei processi digestivi di trasformazione.

In base al tipo di sostanza, esse prendono due strade differenti. Mentre infatti aminoacidi,  vitamine e sali minerali vengono portati al fegato, i grassi prendono la strada del sistema linfatico. Le prime vengono assorbite e messe in circolo nel sangue attraverso i villi intestinali. Questi ultimi, sono strettamente collegati con una fitta ramificazione di vene capillari che convergono tutte in un’unica vena ( vena porta epatica) che porta le sostanze nutritive al fegato.

I grassi invece, vengono confluiti in un vaso linfatico in cui scorre appunto la linfa. Essa è un liquido che ha una composizione simile al sangue, ma senza globuli rossi. Scorre in un sistema di vasi linfatici, e filtri linfonodi. Dopo un certo percorso i vasi linfatici confluiscono in un unico condotto che termina nel torrente circolatorio. La linfa si unisce quindi al sangue e in quest’ultimo arrivano, direttamente o indirettamente, tutte le molecole provenienti dalla digestione del cibo.L’assorbimento delle sostanze nutrienti per la maggior parte avviene nel primo tratto dell’intestino, quello definito tenue e più precisamente nel digiuno e nell’ileo.

Dopo tale processo di assorbimento che avviene nell’intestino tenue, il cibo in fase digestiva prosegue il suo viaggio nell’intestino crasso. In questa parte dell’intestino, si verifica l’assorbimento dell’acqua e dei sali minerali non assorbiti in precedenza. Tale riassorbimento è di vitale importanza nell’uomo, in quanto un assorbimento scarso di liquido, dovuto ad un movimento intestinale troppo rapido, può portare alla diarrea. Mentre un movimento intestinale molto lento, può provocare un eccesso di assorbimento dell’acqua causando la stitichezza.

Espellere tramite defecazione

Così come l’apparato digerente termina nell’ultimo tratto dell’intestino crasso e nell’ano, così anche il processo digestivo ha fine in quel punto dove avviene l’espulsione delle sostanze in eccesso tramite la defecazione. Proprio il monitoraggio e l’osservazione delle feci espulse, consente di tenere sotto controllo lo stato di salute di tutto l’apparato digerente.

Patologie dell’apparato digerente

L’apparato digerente è un sistema complesso che deve essere tenuto sotto controllo per evitare tantissime patologie che potrebbero derivare dalla non perfetta funzionalità di una delle componenti che lo caratterizzano. Ecco di seguito una lista di patologie dell’apparato digerente, che sono solite presentarsi:

 

Naso: Anatomia tipi malformazioni funzioni e patologie del naso

Tipi di Naso e malformazioni

Il naso è una prominenza, a forma di piramide triangolare anatomicamente situato al centro del viso e fa parte dell’apparato respiratorio del corpo umano. Nel naso sono scavate le due fosse nasali comunicanti anteriormente con l’esterno ognuna tramite la corrispondente narice, e posteriormente col cavo faringeo tramite la corrispondente coana. Non tutti gli esseri umani hanno lo stesso naso, la sua forma può essere differente soprattutto se osservato di profilo.  Esistono diversi tipi di naso e ad ognuno è stato dato un nome in base alle caratteristiche anatomiche e di forma comuni come ad esempio:

  • Naso diritto o di Augusto, dal profilo perfettamente rettilineo
  • Naso greco, pur esso dal profilo rettilineo ma privo della lieve infossatura (angolo fronto-nasale) alla radice del naso
  • Naso rincagnato o di Socrate, a profilo concavo
  • Naso aquilino o di Dante, a profilo convesso

Spesso vengono confusi i diversi tipi di naso dalle caratteristiche forme alcune delle quali citate, con modificazioni patologiche a carico dello scheletro nasale, più che di variazione di forma si dovrà parlare di malformazione e ad esempio è possibile osservare il Naso camuso o a sella cosi chiamato perché una profonda depressione alla sua radice gli conferisce l’aspetto di una sella e che può essere espressione di sifilide congenita.

Per malformazione congenita il naso può altresì mancare (arinia), sdoppiarsi (birinia), allungarsi mostruosamente a guisa di proboscide (polirinia), mancare di aperture all’esterno, cioé di narici (atresia delle fosse nasali), presentare la persistenza della fessura facciale verticale mediana dei primi tempi dello sviluppo embrionale nel seno materno (naso di mastino), ecc. Queste malformazioni nasali congenite (di solito accompagnate da altre mostruosità fetali) sono determinate da sifilide ereditaria. Dal punto di vista della configurazione anatomica, nel naso si distinguono: una radice, che si incastra in alto tra le due sopracciglia; una base, costituita dall’estremità inferiore libera che presenta le due aperture dette narici; tre facce, di cui la posteriore e aderente allo scheletro facciale e le due laterali – destra e sinistra — sono libere e convergenti tra loro, e formano il dorso del naso.

Il Naso e le sue parti

Gli strati del naso sono cinque, e precisamente:
1°) la pelle, spostabile sui tessuti sottostanti in alto e aderente agli stessi in basso, in corrispondenza delle ali o pinne nasali;
2°) il connettivo sottocutaneo, che é più sviluppato in corrispondenza delle ali;
3°) i muscoli intrinseci nasali, che sono 4 (il piramidale, l’elevatore dell’ala, il trasverso, il mirtiforme) e conferiscono al naso quella ridotta mobilita di cui esso é dotato;
4°) lo scheletro osseo-cartilagineo, formato in alto dalle ossa nasali (due, uno per lato, che saldandosi tra loro costituiscono la volta o dorso del naso, assieme ai processi montanti dei due mascellari superiori, destro e sinistro), e in basso dalle cartilagini nasali costituenti il tratto inferiore del setto nasale e lo scheletro cartilagineo delle due ali nasali;
5°) la mucosa nasale, che tappezza le pareti delle due fosse nasali scavate nell’interno del naso.
Ogni fossa o cavità nasale risulta costituita da:
a) una parte inferiore — denominata vestibolo — che comunica all’esterno con la rispettiva narice ed é rivestita di pelle, su cui sono impiantati quei peli lunghi e sottili, che si chiamano vibrisse e hanno la specifica funzione di trattenere i granellini di pulviscolo atmosferico o di polveri varie che tendono a penetrare nella fossa nasale durante la fase inspiratoria;
b) una parte superiore — che costituisce la fossa nasale propriamente detta — suddivisa in tre concamerazioni o meati (superiore, medio, inferiore) a causa dello sporgere, dalla parete laterale della fossa, di tre laminette ossee più o meno accartocciate su sé stesse, chiamate cornetti o turbinati (pur essi distinti in superiore, medio e inferiore). La mucosa che riveste questa fossa nasale propriamente detta ha struttura diversa a seconda che tappezzi il tratto superiore o inferiore della fossa. Ogni fossa comunica posteriormente con la parte alta della faringe mediante un’apertura detta coana.

Funzioni del Naso

Il naso ha diverse funzioni, precisamente sono tre le funzioni che questa parte del corpo umano è adibito:

  • respiratoria l’aria esterna si riscalda passando per le fosse nasali, si arricchisce di un certo grado di umidità e si depura del pulviscolo atmosferico per mezzo delle vibrisse;
  • olfattoria percezione dei vari odori che avviene ad opera di speciali cellule olfattive poste nel tratto più alto della mucosa nasale;
  • fonatoria pronunzia delle consonanti nasali M ed N.

Patologie del Naso

Le patologie che possono colpire il naso in modo diretto possono essere:

  • Le RINITI ovvero infiammazioni della mucosa nasale che possono essere di varia natura e decorrere in modo acuto o cronico
  • il RINOSCLEROMA
  • la RINOSPORIDIOSI
  • la RINOLITIASI (o calcolosi delle fosse nasali) sono altre affezioni nasali

Tra i tumori del naso, i più frequenti sono i polipi mucosi (benigni) mentre molto più rari sono i sarcomi e i carcinomi (maligni); tra le malformazioni — oltre a quelle già menzionate — sono da ricordare le deviazioni del setto nasale, acquisite o congenite, che vanno corrette chirurgicamente quando sono di grado tale da rendere impossibile o difficile la respirazione per via nasale.

Ormoni: Funzioni tipologie e ormoni principali

Come visto nell’articolo dedicato all’apparato endocrino, esso è composto da una serie di ghiandole, ed ognuna di esse ha la funzione di secernere tipi di versi di Ormoni utili ai diversi processi vitali.

Gli ormoni possono essere considerati i messaggeri dell’organismo, che portano da una cellula all’altra segnali utili al metabolismo cellulare ed organico dei singoli gruppi cellulari. Gli ormoni sono secreti da diverse ghiandole, e l’Ipotalamo può essere considerato in quartier generale di tutto l’apparato endocrino e dei relativi messaggi che viaggiano nell’organismo attraverso gli ormoni.

Come funzionano gli ormoni?

Sono riconosciuti tre processi che vedono muovere gli ormoni nel corpo umano in un determinato modo. I meccanismi alla base possono essere:

  • Endocrino
  • Autocrino
  • Paracrino

Con il meccanismo endocrino, si nota il movimento dell’ormone secreto dalla ghiandola, che consente alo stesso di giungere alle cellule destinatarie del messaggio utilizzando il flusso sanguigno e l’apparato circolatorio.

Attraverso il meccanismo autocrino si nota come l’ormone prodotto da una determinata ghiandola, abbia effetto direttamente su di essa. Mentre quando si parla di processo Paracrino di nota che l’ormone sceglie per il suo viaggio nel corpo umano tra una cellula ed un’altra, utilizzando liquido extra-cellulare.

Gli ormoni e il comportamento con gli altri

In realtà gli ormoni non si muovono tutti solo all’interno di uno stesso organismo, ma ne esiste uno che ha la funzione di trasmettere segnali all’esterno del corpo umano, ovvero il Feromone. Questo tipo di Ormone può essere considerato il vero messaggero e regolatore dei rapporti interpersonali a livello chimico. Infatti, i Feromoni servono a inviare segnali verso altri organismi viventi che appartengono alla stessa razza o specie, e più semplicemente possiamo classificare le diverse azioni sull’organismo esterno come segue:

  • Allarme: in questo caso gli ormoni feromoni vengono secreti per aumentare il livello di allerta in determinate situazioni di pericolo e per avvisare anche gli appartenenti alla stessa specie del pericolo in atto.
  • Traccianti: Emessi da organismi e che in pratica tracciano una strada da seguire per gli altri
  • Scatenanti: Che vengono emessi da un organismo vivente per avvisare il ricevente di cambiare atteggiamento in qualunque situazione.
  • Segnalazione: Che sono secreti per scatenare comportamenti aggressivi o di accoppiamento e dunque anche segnali sessuali verso individui appartenenti alla stessa specie.

Ormoni sessuali

Gli ormoni sessuali sono di tipo steroideo cioè di natura lipidica. In base al sesso dell’individuo, gli ormoni sessuali cambiano la ghiandola endocrina che li emette. troviamo nell’uomo infatti la produzione di ormoni sessuali nei testicoli, mentre nella donna sono preposte le ovaie a tale produzione. Le diverse mutazioni fisiche che avvengono negli individui maschi e femmine col crescere in termini di età, sono dovute proprio al tipo di ormone secreto che possiamo distinguere in:

  • Androgeni (l’ormone principale androgeno è il Testosterone)
  • Estrogeni (tra i maggiori ormoni estrogeni troviamo l’estradiolo e l’estriolo)
  • Progestinici

 

Testosterone

Uno degli ormoni androgeni di tipo steroideo è il Testosterone. Esso è prodotto in gran quantità nei soggetti di sesso maschile la cui produzione è localizzata nei Testicoli, ed in piccolissime quantità anche nelle donne dove viene prodotto nella corteccia surrenale e nelle ovaie.

Le cellule all’interno dei testicoli che producono il testosterone si chiamano cellule di Leydig, dalle quali deriva anche il nome dell’ormone che maggiormente influenza la funzione del testosterone, ovvero l’ormone LH (luteinizzante).

nelle donne la produzione del testosterone è minima e per di più esse tendono a trasformare tale ormone androgeno in estrogeno. Come abbiamo spiegato precedentemente, gli ormoni sono in grado di influenzare lo sviluppo degli attributi sessuali sia nell’uomo che nella donna. Il testosterone di conseguenza, è deputato allo sviluppo completo dell’apparato genitale maschile portandolo da una infantile alla fase prima adolescenziale e poi adulta.

Oltre allo sviluppo dell’apparato riproduttivo, il testosterone è preposto alla formazione dei caratteri distintivi di un uomo maturo che possono essere la barba, la distribuzione diversa dei peli, la voce mascolina ed una muscolatura più maschile. In pratica si può dire che il testosterone è l’elemento essenziale per la virilità maschile, un deficit di tale ormone può portare a scompensi e deficit.

Un buon livello di testosterone garantisce la maturazione degli spermatozoi e la relativa fertilità, e oltre a ciò è il regolatore di quantità e qualità dello sperma prodotto perchè esso è operante sulle vie spermatiche e sulla Prostata.

Produzione di testosterone e disfunzione erettile

Importante sapere la quantità media che un uomo può produrre di testosterone, perchè un deficit può alterare la sfera sessuale e rendere la vita con un eventuale partner meno soddisfacente. La produzione giornaliera di testosterone nell’uomo varia dai 5 ai 7 milligrammi ma, superati i 40 anni, tende a diminuire annualmente dell’1%.

Conoscere tale livello di produzione è importante perchè al testosterone sono legati il processo che consente l’erezione del Pene ed il desiderio sessuale e dunque un giusto equilibrio nella produzione di testosterone garantisce di stare alla larga da disfunzioni erettili.

 

Estradiolo

L’Estradiolo è uno degli ormoni sessuali femminili più importanti tra tutti gli ormoni di tipo estrogeno. Così come capita per il testosterone nell’uomo, l’estradiolo è prodotto principalmente dalle donne ma in piccolissime dosi è prodotto anche dalle ghiandole endocrine dell’uomo. L’importanza dell’estradiolo è dovuta alla sua correlazione alla fertilità femminile ed è un ormone secreto principalmente nei periodi dove un soggetto di sesso femminile è fertile.

L’estradiolo ha nella donna funzioni di tipo sessuali primarie e secondarie, ha infatti lo scopo di agevolare lo sviluppo dell’apparato riproduttivo femminile ma anche di tutti quei segni distintivi che differenziano una donna da un uomo; come ad esempio le mammelle o il timbro di voce femminile, la formazione di depositi di grassi sui fianchi. Una mancanza di tale ormone è responsabile di molti dei disturbi della menopausa.

Serotonina

La serotonina è un ormone che trasmette i segnali tra le cellule nervose. E’ stato riscontrato che variazioni importanti del livello di serotonina nel cervello possano alterare l’umore. L’idea ormai condivisa è che la riduzione della serotonina può aumentare la predisposizione alla depressione. Da alcuni studi è emerso inoltre che una carenza di serotonina può portare anche a comportamenti impulsivi come aggressività e ossessione, fino ad atteggiamenti che inducono poi al suicidio.

Ormone della Crescita GH

Quello che comunemente viene chiamato “ormone della crescita” (GH) è la somatotropina. Questo ormone appartiene alla tipologia degli ormoni peptidici ed è secreto dall’adenoipofisi. L’ormone della crescita è composto da ben 191 amminoacidi e la sua funzione principale è quella di agevolare lo sviluppo dell’organismo nell’essere umano ma anche in molti altri vertebrati. Il processo con il quale la somatotropina riesce a stimolare la crescita cellulare, consiste nella sua facoltà di riuscire a far avvenire la divisione mitotica nelle cellule di gran parte dei tessuti del corpo.

L’Insulina

L’insulina è l’ormone principale verso in quale si indica la responsabilità dell’attivazione del processo di ingrassamento, scientificamente chiamato lipogenesi. Le proprietà dell’insulina sono anaboliche, è classificato come ormone peptidico ed è prodotto nel Pancreas, grazie alla presenza al suo interno di alcune cellule dette di Langerhans.

 

La Prostata: Anatomia funzione e patologie

La ghiandola prostatica, meglio conosciuta come Prostata, fa parte dell’apparato genitale maschile ed ha la funzione principalmente di produrre il Liquido seminale grazie al quale lo Sperma riesce ad essere nutrito e condotto nel viaggio che percorre per la riproduzione. Anche la prostata dunque, fa parte dell’apparato riproduttivo maschile ed il suo funzionamento è di vitale importanza proprio affinchè quest’ultimo non si alteri.

Anatomicamente la Prostata, è situata nel corpo di un uomo tra la Vescica e l’intestino retto, e grazie a questa posizione anatomica, la Prostata può essere facilmente esaminata mediante palpazione esercitata per via anale. Proprio accanto alla prostata, insistono diversi complessi muscolari, detti sfinteri, che sono anche utilissimi al processo eiaculatorio. Non a caso, alcuni esercizi per curare l’eiaculazione precoce, come ad esempio gli Esercizi di Kegel, vanno a stimolare e ad allenare proprio quei muscoli per regolare l’eiaculazione. Sono muscoli importanti perchè contraendoli, si è in grado di regolare sia il flusso dell’urina che dello Sperma, potendo così in quest’ultimo caso garantire una più soddisfacente attività sessuale.

La prostata è attraversata dall’Uretra, il condotto attraverso il quale passa l’urina ed anche il liquido seminale.

Patologie della Prostata

le patologie che possono interessare la ghiandola Prostatica durante la vita di un uomo sono diverse e per lo più di natura infiammatoria e tumorale. Di seguito elenchiamo le principali patologie che possono attaccare la Prostata:

  • Prostatite (infiammazione della prostata)
  • Prostata ingrossata
  • Adenomatosi prostatica
  • Tumori

I sintomi che lasciano capire che la Prostata sia affetta da qualche tipo di patologia sono di natura urinaria e tramite osservazione ed analisi delle urine si può capire se la Prostata è in stato ottimale di salute o meno.

Altri sintomi per le patologie della prostata sono:

  • Alterazione della minzione
  • Dolori localizzati nel pube
  • Febbre
  • Diminuzione del getto dell’urina
  • presenza di sangue nelle urine

 

LE VIE SPERMATICHE

le vie spermatiche fanno parte dell’apparato riproduttivo e più precisamente sono parte integrante dell’apparato genitale maschile e possono essere considerati degli importantissimi condotti attraverso i quali si muove lo Sperma utile a fecondare l’Ovulo della donna e a procreare. I tubuli seminiferi retti sono rivestiti da un epitelio cilindrico semplice, e vanno a formare una rete di canali scavata nello spessore del mediastino del didimo (rete testis).

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Apparato genitale maschile: Anatomia e fisiologia

L’apparato genitale maschile è il sistema di organi che consentono agli individui di sesso maschile di potersi riprodurre attraverso un rapporto sessuale con individui di sesso diverso. L’apparato genitale dei maschi, conosciuto come apparato riproduttivo maschile, è presente in ogni specie animale, in questo articolo parleremo dell’anatomia e delle funzioni dei genitali maschili nell’essere umano, degli organi importanti come la Prostata e di caratteristiche come il Frenulo. Vedremo le differenze tra l’apparato genitale maschile e femminile ed alcune immagini non volgari ed interessanti del sistema riproduttivo dell’uomo.

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La laringe: Anatomia e funzioni


La laringe e un condotto che fa parte dell’apparato respiratorio e che comincia nella faringe e si continua nella trachea. Essa, oltre a dare passaggio all’aria che in ingresso ed uscita dai polmoni (inspirazione espirazione), è la sede in cui si producono i suoni.

La laringe è collocata anatomicamente nel collo, sul davanti della porzione inferiore della faringe e dell’esofago, in corrispondenza della IV, V, VI vertebra cervicale.

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La trachea: anatomia e funzioni


La trachea, presente nell’apparato respiratorio, è un tubo che fa seguito a quello laringeo, e si continua con i grossi bronchi. La trachea è lunga circa dodici centimetri ed ha circa due centimetri di diametro, si estende dalla VI vertebra cervicale alla IV-V vertebra toracica, ed a questo livello il tubo della trachea si divide diramandosi nei due bronchi, destro e sinistro.

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Tiroide cos’è e quali funzioni svolge


La tiroide è una delle ghiandole endocrine che compone l’apparato endocrino del corpo umano, la sua posizione anatomica è nel collo davanti alla laringe ed alla trachea. Il peso della ghiandola tiroide si aggira in media tra i 20 ed i 30 grammi e la sua forma è simile ad una farfalla. La tiroide è costituita da due lobi (destro e sinistro) uniti da un ponte detto istmo. Essa è la prima delle ghiandole a formarsi, sia nello sviluppo embriogenetico sia nella scala filogenetica.

Il suo normale funzionamento ha un’importanza capitale per lo sviluppo, l’accrescimento e il metabolismo dell’individuo. La Tiroide è costituita da un insieme di follicoli,che sono cavi all’interno e pieni di una sostanza detta colloide; ciascun follicolo ha un involucro di cellule epiteliali, che oltre a produrre il colloide, secerne l’ormone tiroideo. I follicoli poggiano su uno strato connettivale sul quale sono situate anche le cellule parafollicolari che secernono la tirocalcitonina, l’insieme è irrorato da una fitta rete di capillari sanguigni, che lo rendono uno degli organi più vascolarizzati dell’organismo. Leggi tutto “Tiroide cos’è e quali funzioni svolge”

Aumentare le energie del nostro corpo


Nel corpo umano sono presenti zone d’ energia, che vanno aalimentate con le dovute vitamine, le quali ci permettono di stare bene ed in forma grazie all’energia prodotta. Questo è uno dei motivi per i quali con mancanza di vitamine in circolo, ci si può sentire stanchi e privi di energia. Le vitamine dunque sono importantissime per aumentare le energie del nostro corpo, ma oltre ai cosiddetti multivitaminici è bene scegliere un’alimentazione a base di cibi integrali, ricchi di vitamine e fare attenzione ai differenti integratori vitaminici che si possono scegliere.

Nel nostro corpo esistono 5 zone d’energia, Dobbiamo sceglier ogni giorno, le giuste vitamine da dare alle nostre 5 zone di energia per aumentare le energie del corpo.

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Cardias


Con il termine Cardias, si identifica quella parte dell’apparato digerente che anatomicamente si trova tra l’esofago e la parte superiore dello stomaco. Il Cardias è l’orifizio attraverso il quale viene filtrato il passaggio del bolo dall’esofago verso lo stomaco, e non consente il passaggio inverso di materiali organici quali i succhi gastrici.

Tale condizione, potrebbe verificarsi in presenza di un malfunzionamento del cardias, tra le cause principali di reflusso gastroesofageo.

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Apparato endocrino anatomia e funzione


Un fitto sistema di ghiandole e cellule formano il sistema endocrino dell’essere umano. Tali organi, detti appunto ghiandole endocrine e cellule endocrine, hanno la funzione di secernere gli ormoni, sostanze che immesse nel sangue, insieme al sistema nervoso gestiscono l’intero organismo. Il funzionamento del sistema endocrino in pratica, attraverso gli ormoni, porta messaggi e stimoli ai vari organi del corpo umano affinchè essi svolgano le proprie funzioni vitali in modo corretto.

Non soltanto le ghiandole endocrine producono ormoni, ma anche altri complessi cellulari ed organi del corpo umano. Ad esempio, anche il cuore nonostante sia un muscolo, è deputato alla produzione di un ormone (peptide atriale natriuretico) che agevola l’espulsione del sodio dai reni.

Il sistema endocrino lavora a stretto contatto con il sistema nervoso, dove trova congiunzione anatomica attraverso l’ipotalamo.

Qual è la ghiandola endocrina più importante?

Nonostante ogni cellula endocrina ed ogni ormone è importante per le funzioni vitali, possiamo dire che esiste una ghiandola che ha un’importanza biologica superiore alle altre, l’ipofisi.

L’ipofisi misura come un fagiolo, ha un peso inferiore al grammo e nonostante ciò riesce ad essere una componente essenziale per il buon funzionamento di ovaie, testicoli e tiroide. L’ipofisi è di fondamentale importanza anche per la crescita del corpo non a caso, tra i nove ormoni che produce vi è anche il GH, l’ormone della crescita.

Ghiandole endocrine

Il sistema endocrino è come detto in precedenza, formato da ghiandole e cellule che secernono ormoni. Le ghiandole endocrine che lo compongono sono:

  • Gonadi
  • Tiroide
  • Timo
  • Ipofisi
  • Surrenali
  • Pancreas
  • Epifisi

 

Coregasm: L’orgasmo anche per le donne


Un po provocatorio come titolo, ma in effetti ascoltando i discorsi di molte donne che seppur vivendo una vita coniugale e sessuale attiva, sostengono di non riuscire a raggiungere l’orgasmo nel 60% dei casi mai, e in percentuali minori via via da 1 a più volte al mese. Del resto se esiste fisiologicamente la funzione dell’orgasmo, non vediamo il motivo del perchè non debba essere raggiunto. Ed allora abbiamo cercato un po in rete se esistesse qualcosa capace di stimolare l’orgasmo femminile per fare in modo che anche la totalità delle donne riesca a raggiungerlo con consuetudine.

Sai che esiste un allenamento utile per agevolare l’ orgasmo ? Ormai per stare bene ed in salute non bastano più soltanto le ore del giorno ma bisogna sfruttare anche quelle notturne per riuscire a trovare uno stato di benessere a 360 gradi in ogni cosa.

Sudare per un fine che non è libidinoso bensì è puro training per aiutare i muscoli giusti a raggiungere il punto G(iusto). Buzzfeed l’ha subito rilanciato come trend e come hashtag: Coregasm… il super orgasmo perfetto.

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Fratture che accadono a calcetto come comportarsi

Spesso capita di farsi male a calcetto, uno sport deleterio per i muscoli, legamenti ed ossa. In una caduta possiamo sentire un “crack”seguito da un forte dolore. Potrebbe trattarsi di frattura delle spine tibiali che viene diagnosticata con lastra al pronto soccorso. Non essendo interessati altri tessuti legamentosi e/o tendinei, e trattandosi di una frattura composta, non è necessario alcun tipo di intervento chirurgico, e la lesione ossea viene immobilizzata per venti giorni.


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Apparato respiratorio: Anatomia schema e patologie


L’apparato respiratorio, favorisce l’introduzione e l’espulsione di ossigeno e anidride carbonica dall’esterno dell’organismo al sangue, e dal sangue verso l’esterno. L’apparato respiratorio è costituito da una fitta rete di canali ed organi atti a favorire il processo della respirazione. La fase respiratoria consta di due fasi, l’inspirazione e l’espirazione. Durante la fase inspiratoria avviene il processo che vede introdurre ossigeno attraverso le cavità nasali (ispirando correttamente) o la bocca, che percorrendo le vie aeree dell’apparato respiratorio giungono fino ai Polmoni. E’ proprio nei polmoni che avviene lo scambio tra ossigeno inspirato ed anidride carbonica, quest’ultima rilasciata dal sangue, nei polmoni da il via a quello che è il processo espiratorio, ovvero di espulsione dell’anidride carbonica in cambio di ossigeno attraverso le vie aeree superiori.

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Esofago: Anatomia del tubo esofageo


L’esofago è il tratto dell’apparato digerente compreso tra la faringe e lo stomaco. L’esofago è un condotto che misura tra i 23 ed i 26 cm, e la sua collocazione anatomica va dalla 6° vertebra cervicale fino alla 10° vertebra toracica.

Attraverso l’esofago passa il bolo formato dagli alimenti deglutiti e lavorati inizialmente nella bocca grazie agli enzimi della saliva. Capita a causa di determinate patologie o stati influenzali, che l’esofago non sia percorso nella sua lunghezza dai cibi solo verso il basso. Ma che venga percorso in risalita da vomito o da acidi a causa del reflusso gastrico.

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Intestino: tratto finale dell’apparato digerente


L’intestino è il tratto finale dell’apparato digerente, la porzione del sistema digerente compresa tra il duodeno e l’orifizio anale. In questa parte del corpo umano avvengono due funzioni molto importanti per la sopravvivenza dell’organismo. Da una parte nel tratto intestinale avviene l’assorbimento delle sostanze nutrienti utili al fabbisogno energetico e di sviluppo cellulare, dall’altra avviene l’espulsione di tutte quelle sostanze che sono inutili, dannose o in eccesso attraverso il processo di espulsione delle feci.

L’intestino del corpo umano è lungo circa 8 metri, è un organo dalle pareti flessibili posto in modo ripiegato su se stesso varie volte nella parte addominale dell’organismo.

Nel tratto intestinale dell’essere umano si riconoscono due parti differenti per tipo di funzione, parliamo dell’intestino tenue e dell’intestino crasso. A loro volta, tali parti che compongono l’intestino sono suddivise in altre chiamate rispettivamente :

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Fasi della secrezione gastrica

Fasi della secrezione gastrica

 

Gli stimoli che inducono la produzione di succhi gastrici sono di diversa natura: nervosa, chimica e meccanica, di conseguenza possiamo dire che le principali fasi della secrezione gastrica sono tre:




  • Fase psichica o cefalica

  • L’odore e la vista o addirittura il pensiero a del cibo appetitoso stimola la produzione di saliva, allo stesso modo anche se in maniera minore stimola la secrezione gastrica. Durante la masticazione aumentano ulteriormente saliva e succhi gastrici, le fasi della secrezione gastrica di entrambe sono sotto il controllo del nervo vago.
fasi della secrezione gastrica
fase cefalica

 

 

  • Fase gastrica.

    Il cibo introdotto una volta che viene a contatto con la mucosa dell’antro gastrico, induce la mucosa stessa a produrre una sostanza detta gastrina, che una volta assorbita passa nel sangue e raggiunge le ghiandole del fondo stimolandole alla produzione di acido cloridrico e pepsina. La secrezione della gastrina dura fino a quando il ph del succo gastrico non raggiunga un valore compreso tra l’ 1.8 e 2, solo con il raggiungimento di tale circostanza cessa la produzione di gastrina, prodotta anche in seguito allo stimolo meccanico generato dalla distensione delle pareti antrali.

succhi gastrici foto
fase gastrica

 

  • Fase intestinale.

 

  • La presenza nell’intestino di determinate sostanze, stimola o riduce la secrezione gastrica; tali sostanze come l’acqua, estratti di carne, albume etc. una volta arrivate nel duodeno avviano un meccanismo ormonale che riesce a bloccare le secrezioni gastriche dello stomaco interferendo addirittura sulla fase cefalica.

intestino
fase intestinale





Pepsina

Pepsina: a cosa serve?

E’ un enzima presente nei succhi gastrici che la funzione di dividere le proteine in grandi frammenti peptidici detti peptoni, agisce su quasi tutte le proteine tranne la mucina e certi tipi di protamine e cheratina. E prodotta dalle cellule principali dello stomaco sotto forma di pepsinogeno, il pro-enzima per effetto dell’acido cloridrico, anch’esso contenuto nei succhi gastrici e prodotto dalle ghiandole dello stomaco,  si trasforma in pepsina. Essa rappresenta un componente importante della digestione, anche se non indispensabile, infatti anche i succhi intestinali sono in grado di scindere le proteine in peptoni.

pepsina

Intestino tenue-crasso e patologie

Intestino

L’intestino è la porzione dell’apparato digerente compresa tra il piloro e l’orifizio anale, si suddivide in:

  1. intestino tenue è formato a sua volta dal duodeno e dall’intestino tenue mesenteriale a sua volta si distingue in digiuno e ileo;
  2. intestino crasso nel quale si innesta il tenue, è formato dal cieco che comprende l’appendice ciecale, il colon , il retto e l’orificio anale .
intestino tenue e crasso
intestino tenue e crasso

Come funziona l’intestino?

Come sappiamo attraverso l’intestino passa il cibo (chimo gastrico), ciò possibile grazie ad un processo fisiologico detto peristalsi, consiste nell’avanzamento di una profonda contrazione circolare che genera la cosiddetta onda peristaltica che si forma in seguito alla distenzione meccanica della parete mucosa dovuta alla contrazione della muscolatura liscia circolare. Durante la peristalsi, oltre all’avanzamento del chimo gastrico si presenta un altro movimento in senso antioraio, che consente un ulteriore mescolamento del chimo per consentire un migliore contatto con la mucosa e quindi un maggiore assorbimento dei succhi digestivi.

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Le patologie intestinali

Le affezioni intestinali comprendono sindromi note e frequenti; i processi tossici, infettivi, allergici possono dar vita a enterocolite, duodenite, ileite, colite,tubercolosi intestinale. Sono numerose le neoplasie a decorso maligno come il carninoma, che colpiscono nella maggior parte dei casi il tenue, il colon, il retto e l’ano. Altre patologie intestinali sono appendicite acuta o cronica, le occlusioni, i diverticoli, gli ascessi, le fistole perianali e perirettali, le emorroidi e ragadi anali, il prolasso intestinale e rettale, la stitichezza.

Può inoltre essere affetto da malattie congenite come megacolon e dolicocolon , inoltre traumi violenti possono produrre gravissime lesioni, spesso ad esito letale se non si interviene celermente, ad esempio per la rottura di anse intestinali la conseguenza peggiore potrebbe essere una peritonite.

Stomaco e patologie

Stomaco e patologie

Lo stomaco è un organo posto subito sotto il diaframma, che formato da tre tuniche principali rispettivamente dalla più interna alla più esterna sono così disposte: mucosa,  muscolare e sierosa; inoltre tra la tunica mucosa e muscolare vi è una tela detta sottomucosa. Lo stomaco è situato sul lato sinistro dell’addome superiore. Il cibo masticato (bolo) attraversa l’esofago e raggiunge lo stomaco, entrando attraverso una valvola muscolare chiamata sfintere esofageo inferiore (cardias).
La mucosa interna allo stomaco secerne acido ed enzimi che digeriscono il cibo (chimo gastrico), essa è formata da una ricca rete di solchi che delimitano le aree e costellata da forellini(fossette gastriche) dove sono presenti numerosi orifici più piccoli che corrispondono agli sbocchi di numerose ghiandole intramucose. Il contrarsi della tunica muscolare dello stomaco ne migliora la digestione. Quindi attraverso una valvola muscolare che si apre e che è situata nella parte inferiore dello stomaco (piloro) il cibo passa dallo stomaco all’intestino (intestino tenue).
L’irrorazione sanguigna dello stomaco è garantita da arterie che provengono da due archi anastomici e che sono alimentati dalle arterie gastriche, gastroepiploiche, e gastriche brevi.

 

Quali sono le patologie?

cattiva digestione erbe per intestino

 

  • reflusso gastroesofageo: il contenuto dello stomaco, tra cui l’acido, possono viaggiare a ritroso fino all’esofago. Il reflusso può causare bruciore di stomaco o tosse o possono non esserci sintomi.
  • malattia da reflusso gastroesofageo (GERD): Quando i sintomi di reflusso diventano fastidiosi o si verificano di frequente, si chiamano malattia da reflusso gastroesofageo. Raramente, GERD può causare seri problemi all’esofago.
  • Dispepsia: Un altro nome per disturbi di stomaco o indigestione. Dispepsia può essere causata da qualsiasi condizione benigna o grave che colpisce lo stomaco.
  • Ulcera gastrica (ulcera gastrica): l’erosione del rivestimento dello stomaco, spesso causa dolore e / o sanguinamento. Le ulcere gastriche sono più spesso causate da FANS o infezione da H. pylori.
  • ulcera peptica: I medici considerano ulcere o dello stomaco o del duodeno (la prima parte dell’intestino tenue) ulcera peptica.
  • Gastrite: infiammazione dello stomaco, causa spesso nausea e / o dolore. La gastrite può essere causata da alcool, alcuni farmaci, infezione da H. pylori, o da altri fattori.
  • Il cancro dello stomaco: il cancro gastrico è una forma rara di cancro si pensi che negli Stati Uniti adenocarcinoma e linfoma costituiscono la maggior parte dei casi di cancro allo stomaco.
  • sindrome di Zollinger-Ellison (ZES): La presenza di uno o più tumori che secernono ormoni che portano ad un aumento della produzione di acido. GERD grave e ulcera peptica derivano da questa rara malattia .
  • varici gastriche: Nelle persone con malattia epatica grave, le vene nello stomaco possono gonfiarsi e gonfiarsi sotto una maggiore pressione; formando delle varici, queste vene sono ad alto rischio di sanguinamento, anche se meno di quanto lo siano le varici esofagee.
  • Sanguinamento dello stomaco: gastrite, ulcere o tumori gastrici possono sanguinare. Quindi se si notano sangue o materiale nero nel vomito o nelle feci di solito ci si trova davanti ad un’emergenza medica.
  • Gastroparesi (ritardato svuotamento gastrico): Il danno ai nervi da parte del diabete o di altre condizioni può compromettere le contrazioni muscolari dello stomaco. Nausea e vomito ne rappresentano la sintomatologia tipica.

Feci: consistenza e forma indicano lo stato di salute


Osservare le feci e conoscerne le caratteristiche può aiutare a conoscere lo stato di salute dell’intero apparato gastro-intestinale e non solo. Diverse non solo come consistenza e forma, le feci possono differire anche per odore e colore. Un buon consiglio per prevenire moltissime malattie è proprio il monitoraggio quotidiano delle feci che vengono espulse quando si fa la cacca.

Le feci per essere considerate ottimali, devono avere una colorazione vicina al color oro, devono inoltre avere la classica forma a banana ed essere consistenti mediamente non dure o molle, paragonabili alla consistenza di un dentifricio.

Quando l’apparato gastrointestinale è in buono stato di salute, oltre ad avere le caratteristiche appena descritte, le feci devono galleggiare ed essere prive di odore o puzza.

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Succhi gastrici


I succhi gastrici sono prodotti dalla mucosa interna dello stomaco, essi contengono diversi componenti organici come enzimi, acqua, sali e muco. I succhi gastrici agiscono in modo tale da riuscire a trasformare in composti più piccoli i cibi ingeriti e oggetto della digestione. Per svolgere la loro funzione sulle proteine i succhi gastrici si servono di un enzima detto pepsina. In alcuni esseri viventi (tra cui non c’è l’uomo)  per agevolare la digestione del latte e delle sue proteine lo stomaco usa la rennina. La funzione della rennina è particolare, in quanto riesce a trattenere la caseina (proteina del latte), per un tempo maggiore nello stomaco permettendo cosi una digestione migliore grazie ad un maggior tempo a disposizione.

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