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Alimentazione: mangiare cibo sano

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Alimentazione


cioè il problema del mangiare: mangiare troppo o mangiare poco, mangiare bene o mangiare male. Se non si mangia non si vive, lo sappiamo tutti.
Ma ci sì può ammalare e morire anche se si mangia troppo o se si mangia poco e male.

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Le statistiche non possono rivelare quanta gente si ammala perché mangia troppo; ci sanno dire però quanti si ammalano e quanti muoiono per scarsa nutrizione. E più facile stabilirlo perché la causa è terribilmente semplice: nei paesi poveri la gente (naturalmente quella più povera) non trova da mangiare a sufficienza. Si calcola che 795 milioni di persone soffrono la fame gravemente. I morti sono ogni anno oltre quattro milioni e di questi, nella sola India, due milioni circa sono bambini.

 

Ricordiamocele queste cose. Ricordiamoci che circa un ottavo della popolazione mondiale, soprattutto in Asia e in Africa soffre la fame. E ricordiamoci che, come dice un proverbio, non si vive di solo pane. Le persone che muoiono ‘di fame’ muoiono in realtà non perché sono rimaste del tutto senza cibo, ma perché la mancanza di sostanze nutritive essenziali ha provocato in loro malattie da cui raramente si torna indietro.
Eccole, le più terribili:

  1. l’anemia, provocata da mancanza di ferro e insufficiente quantità di globuli rossi nel sangue;
  2. il kwashiorkor, provocato dalla mancanza di certe vitamine;
  3. il marasma, provocato da insufficienza di calorie;
  4. la xeroftalmia, provocata da mancanza di vitamina A, che porta alla cecità totale.

Sono nomi difficili, d’accordo, ma cerchiamo di ricordarci anche questi: sono i nomi della fame dell’uomo.

Cibo e aria

L’alimentazione, dunque, è essenziale. E innanzitutto un bisogno, il nostro corpo è un padrone esigente e se vogliamo avere l’energia necessaria per camminare, lavorare, studiare, giocare, o semplicemente per vivere, dobbiamo prima fare i conti con lui e dargli quello che vuole. E il corpo, per mantenersi e rafforzarsi, vuole soprattutto due cose: aria e cibo.
L’una è indispensabile all’altro. Il cibo che mangiamo non potrebbe essere trasformato in energia senza l’aiuto dell’ossigeno che respiriamo nell’aria. Questa trasformazione è possibile grazie al meccanismo della digestione: le varie sostanze che compongono gli alimenti, cioè proteine (carne), amidi (pane, pasta, riso, patate), zuccheri (dolciumi), grassi (burro, lardo, oli e margarina), vitamine, sali minerali e, naturalmente, acqua, vengono immesse nella circolazione del sangue e distribuite agli organi del corpo. Da parte sua anche l’ossigeno che è nell’aria, dopo essere stato respirato, viene immesso nella circolazione sanguigna e condotto fino ai vari organi. Qui, infine, avviene l’incontro: un incontro che genera una combustione (come quella che avviene in una stufa) e che produce appunto l’energia di cui il corpo ha bisogno per crescere o rigenerarsi e che ci permette di camminare, lavorare, studiare, giocare: in altre parole, di vivere.
Ma attenzione. La natura è saggia e una parte di questa energia la mette prudentemente da parte, la risparmia. A essa l‘organismo fa ricorso quando ne ha bisogno perfino quando è a riposo poiché. a causa dell’ininterrotta attività dei muscoli respiratori e del cuore, continua sempre a consumare energia.
Questo ‘consumo’ si chiama metabolismo basale. Varia da persona a persona i secondo l’età, il peso e l’attività del cervello.
Una buona alimentazione è sempre varia. Una persona sana può e deve mangiare di tutto. Un malato avrà invece un’alimentazione speciale, cioè una particolare dieta che tenga conto delle necessità e delle intolleranze del momento. Diete speciali sono spesso consigliate anche agli anziani, agli atleti, alle donne in attesa di un figlio e a chiunque sia e a chiunque sia sottoposto a una grossa fatica fisica o mentale. Anche agli studenti prima degli esami, cioè in un periodo di maggiore impegno, il dietologo suggerisce determinati alimenti e ne sconsiglia altri. Ciò dimostra che occuparsi del mangiare non è solo una faccenda da cuochi ma anche (e in certi casi soprattutto) da medici.

Vitamine al lavoro

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Andiamo a tavola e osserviamo nel piatto che cosa c‘è. Qualunque cibo ci sia, insipido o appetitoso, esotico o regionale, semplice o elaborato, esso è composto di determinate sostanze nutritive ognuna delle quali ha un lavoro da compiere a nostro beneficio. Pasta al burro? Il burro, sicuramente oltre a rendere i maccheroni più gustosi ci servirà a stimolare le funzioni digestive come qualsiasi altro grasso, mentre i carboidrati nella pasta, daranno più forza ai muscoli. Arriva il secondo: bistecca con insalata. Nella carne ecco quegli instancabili muratori che sono le proteine: se ogni giorno, infatti, muore in noi oltre un milione di cellule, le proteine sollecitamente le ricostruiscono. E se qualcuno rinuncia all’ insalata, rifletta che in essa ci sono alcune vitamine importanti, anzi importantissime, per ‘consolidare’ varie parti del nostro corpo. Le ritroverà anche nella frutta, dove gli zuccheri naturali collaboreranno a questa continua fatica ‘edilizia’ che è in atto dentro di noi. E poi ancora aiuti: per esempio dai cosiddetti sali minerali. Calcio, fosforo e magnesio sono buoni amici dei denti e il fluoro, in particolare, evita che siano rovinati dalla carie. Il calcio e il potassio danno vigore ai muscoli. Del ferro si potrebbe dire che fa buon sangue. In più c’è l’acqua: l’uomo ne ha bisogno circa tre litri al giorno. Una parte la beve e una parte la introduce coi cibi. In media in un anno, infatti, l’uomo con dormire consuma più di mille litri d’acqua e mangia cinquecento chilogrammi di cibo. Sembra tanto, ma non basta misurare il peso dell’alimento per conoscerne il valore, cioè la quantità di energia che esso ci dà. Per saperlo bisogna misurare un alimento in ‘calorie’. La ‘caloria’, in altre parole, è l’unità di misura dell’energia fornitaci dal cibo.

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